Harry Potter, l’importanza di una cicatrice

Quando si parla del celebre maghetto, la prima cosa che ci viene in mente è strana cicatrice a forma di saetta sulla sua fronte.

Harry aveva un viso sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi verde chiaro. Portava un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo per tutte le volte che Dudley lo aveva preso a pugni sul naso. L’unica cosa che a Harry piaceva del proprio aspetto era una Cicatrice molto sottile sulla fronte, che aveva la forma di una saetta. Per quanto ne sapeva, l’aveva da sempre, e la prima domanda che ricordava di aver mai rivolto a zia Petunia era stata come se la fosse fatta.

Ovviamente non si tratta della sua unica cicatrice, nel corso dei sette libri, infatti, colleziona un buon numero di ricordi sulla sua pelle… Si pensi al “non devo dire bugie” che adorna la sua mano a imperitura memoria della Umbrige, o il segno lasciato sul suo petto dal medaglione di Salazar Serpeverde.

Ma la saetta è un’altra cosa, è una cicatrice che non dovrebbe esserci!

L’anatema che uccide infatti, non lascia alcun segno sulle sue vittime:


La polizia non aveva mai letto un referto così strano. Una commissione di medici aveva esaminato i corpi, e aveva concluso che nessuno dei Riddle era stato avvelenato, pugnalato, colpito da pallottole, strangolato, soffocato o (per quello che se ne poteva desumere) ferito in qualche modo. E aggiungeva, in tono di inequivocabile meraviglia, che in effetti i Riddle sembravano in perfetta salute, a parte il fatto che erano morti tutti e tre. I dottori, come a voler trovare a tutti i costi qualcosa che non andava nei cadaveri, osservarono che ciascun Riddle aveva un’espressione di terrore sul volto: ma come disse la polizia delusa, chi ha mai sentito di tre persone morte di paura? 


Ma Harry non è uno qualunque, é il ragazzo che è sopravvissuto, l’unico su cui la maledizione senza perdono non ha avuto effetto, e per questo la sua cicatrice è leggenda!

Ma analizziamo la cicatrice da vicino, e per farlo ci rifaremo alle notizie rivelate dalla stessa Rowling o dagli indizi lasciati nel corso della saga.

Innanzi tutto la forma: JKR ha dichiarato che la saetta altro non è che la trasposizione grafica del movimento della bacchetta che accompagna l’anatema.

Sulla sua posizione, nei libri è descritta genericamente “sulla fronte”, mentre nei film è chiaramente posizionata al di sopra dell’occhio destro: è stata la stessa JKR a dare questa questa preziosa indicazione ai registi.

La sua centralità nella saga è chiara all’autrice sin da subito al punto che nella prima stesura dell’ultimo capitolo dell’eptalogia (scritto quando ancora stava completando il primo libro!) aveva previsto che l’ultima parola fosse proprio “cicatrice”…

Le reazioni alla cicatrice a forma di saetta sono svariate: scandalo e vergogna da parte dei suoi parenti babbani che lo spingono a tenerla nascosta in quanto testimonianza dell’esistenza di un mondo che disprezzano, ammirazione e curiosità da parte di maghi e streghe che lo riconoscono immediatamente quando scorgono la piccola saetta.

Mr Olivander toccò con un dito lungo e bianco la Cicatrice a forma di saetta sulla fronte di Harry.

Silente – come al solito – riesce ad andare oltre l’apparenza dichiarando che certe cicatrici non possono essere cancellate dalla magia e, comunque, anche se potesse non la eliminerebbe perchè può sempre tornare utile… Ma questa è un’altra storia e ne parleremo più avanti.

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