Mamma mia! Ovvero la forza della magia dell’amore in Harry Potter

Ormai prossimi alla festa della mamma, ho ritenuto d’obbligo celebrare tutte quelle donne che dal primo istante di vita ci hanno amati con tutte se stesse e che continuano a rivestire sempre un ruolo fondamentale nelle vite di tutti noi, indipendentemente dalla nostra età.

Per farlo, ho pensato di analizzare come sono state tratteggiate le madri nella saga del maghetto forte del fatto che J.K. Rowling nei suoi libri dà vita a personaggi femminili di grande spessore, certamente riflesso della sua indipendenza e la sua forza d’animo nei momenti di crisi.

Molly Weasley. È la prima figura che ci viene in mente quando pensiamo all’archetipo della madre in HP… amorevole, protettiva, brava cuoca, abile nel lavoro a maglia, capace di dare tutto per la serenità dei suoi figli senza guardare ai sacrifici necessari. Harry viene praticamente adottato da Molly che lo considera in tutto e per tutto suo figlio rendendolo oggetto delle sue attenzioni (ma anche dei suoi rimbrotti) garantendogli presenza e attenzioni dal maglione ai ferri – simbolo per eccellenza dell’appartenenza alla famiglia Weasley – inviato ad Harry (aveva saputo che sarebbe rimasto ad Hogwarts con i suoi figli e che nessuno si sarebbe preoccupato di lui) alla festa per i suoi 17 anni. La scena in cui l’abbiamo amata maggiormente è sicuramente quando ingaggia la sua battaglia all’ultimo sangue con Bellatrix che aveva provato a colpire sua figlia mostrandoci quanto possa essere feroce l’amore di una madre… Mai mettersi contro la mamma!

Ninfadora. La sua esperienza di madre risulta essere – purtroppo – molto breve, ma in quel poco tempo è stata capace di prendere una decisione molto difficile: lottare per dare a suo figlio un mondo migliore in cui crescere, anche a costo di non poterlo condividere con lui. Questo è quello che portava nel cuore quando, durante la battaglia di Hogwarts ha sacrificato la sua vita combattendo valorosamente contro l’armata del Signore Oscuro.

Kendra Silente: il tema della disabilità viene introdotto anche nel mondo di Harry Potter tramite la figura di Ariana, la sorella minore di Silente che, da quanto ci è dato sapere al momento, dovrebbe essere un obscuriale (un bambino che per paura cerca di reprimere la magia che sta rivelandosi in lui divenendo fortemente instabile e capace di esplosioni potentissime di magia incontrollata). La madre Kendra, dopo l’arresto del marito (colpevole solo di aver difeso la figlia dall’attacco di alcuni babbani), trasferisce tutta la famiglia nella piccola cittadina di Godric’s Hollow dove tenta di tenere al sicuro la figlia da occhi indiscreti e poterla curare personalmente evitando un suo ricovero coatto presso il San Mungo. Purtroppo tale scelta dettata dall’amore le costerà la vita.

Narcissa Malfoy: Moglie di Lucius e madre di Draco (per il quale era arrivata anche a pronunciare il voto infrangibile, uno degli incantesimi più gravi del mondo magico). Lungo tutta la saga accetta passivamente senza aderirvi fino in fondo gli ideali da mangiamorte del marito ma, nel momento decisivo in cui deve scegliere tra sposare la battaglia del Signore Oscuro e mettere in salvo il figlio, non ha titubanze nel mentire a Vodemort in persona per giungere al suo scopo e, così facendo, salva anche la vita ad Harry passando dalla sua parte e riscattando tutta la sua famiglia. La menzogna di Narcissa, tuttavia, non nasce dal nulla, ma è frutto anche della magia preferita di Silente: l’amore! Infatti durante la battaglia di Hogwarts Harry salva la vita a Draco ben due volte, questo crea nei suoi confronti una sorta di legame di gratitudine che opera inconsapevolmente anche in Narcissa rafforzandone la determinazione.

Lily Evans: è la madre più importante di tutta la saga anche se le pagine espressamente a lei dedicate sono veramente poche. Il suo sacrificio d’amore, tuttavia, è alla base di tutta la storia e la permea fino alle ultime pagine. Il suo fare scudo al corpo del piccolo Harry per morire al suo posto, gli garantisce una protezione totale e assoluta da Voldemort che avrà fine solo quando l’ultima goccia del “suo sangue” scorrerà nelle vene di qualcuno. La vera ragione della sconfitta di Colui che non deve essere nominato sta proprio nell’avere sottovalutato e persino deriso sino alla fine l’infinito potere dell’amore scaturente dal sacrificio di una madre. Infatti è proprio il sangue di Lily, che scorre in Harry e che Voldemort ha con disprezzo accolto nel suo corpo la notte del suo ritorno, a tenere in vita il sacrificio della madre quando Harry si offre alla morte disarmato e che ne impedisce la disfatta. Veramente l’amore di una mamma può fare miracoli!

Con questa breve e incompleta carrellata colgo l’occasione per fare gli auguri a tutte le mamme e in particolare, ovviamente alla mia: Mamma ti voglio bene!!!

NB. Io sono quello nel pancione!
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